Aste Immobiliari e Grandi Agenzie: Quando il Business Diventa un Gioco di Illusioni

Puoi ingannare poche persone per molto tempo o molte persone per poco tempo. Ma non puoi ingannare molte persone per molto tempo

Abraham Lincoln

Premessa: mi assumo ogni responsabilità di quello che sto per scrivere.

Mi oppongo ai Titanic di questo mercato. Mi oppongo al sistema. E si, mi oppongo anche al modello di business delle grandi agenzie d’aste che, giorno dopo giorno, stanno costruendo imperi basati su modelli ingannevoli. E lo faccio a testa alta, perchè sono fermamente convinto che il mio metodo sia l’unico che valga davvero.

Si, lo so, sono un singolo ‘David’ in un mare di ‘Golia’ milionari. Le grandi agenzie, nate da qualche anno per fornire consulenza nell’acquisto delle case all’asta, probabilmente mi percepiscono, quando hanno la rara accuratezza di guardarsi intorno, come una goccia nel mare. Ma la verità è che loro stanno conducendo un business fondato sull’illusione.

E io non ci sto.

E poco mi importa se al momento potrei avere anch’io un riscontro economico più significativo. Non sono qui per inseguire guadagni facili e veloci o lucrare sulle persone. Io credo ciecamente nella qualità, nell’approccio sartoriale, nella modalità che richiede tempo, dedizione e, soprattutto, onestà. La mia scelta è quella di seminare bene, con pazienza e responsabilità, e tanto basta.

E mentre queste realtà costruiscono castelli di carta, io costruisco palazzi fondati su rapporti veri.

I franchising di aste immobiliari, infatti, non si preoccupano più di offrire consulenza. Il loro modello di business è quello di accumulare iscrizioni. Già, avete capito bene. Nulla a che vedere con il mondo immobiliare, insomma.

Come lo so? Ne ho fatto parte. Ho navigato anch’io, per un discreto periodo, in questo sistema che considero mediocre, poco trasparente e approfittatore. Fino a quando una passione insita e travolgente, accompagnata da una natura ancor più dirompente, mi hanno guidato lontano da un mondo che non mi appartiene.

E poi, parliamoci chiaro, la verità è che se avessi voluto collezionare abbonamenti di mestiere, mi sarei rivolto a una qualche rivista. Qui si tratta di case, con annessi aspetti giuridici, tecnici, legali. E di persone, alle prese con l’acquisto del bene più prezioso e rilevante della nostra cultura.

Davvero abbiamo ridotto tutto questo alla firma di un contratto e ad un software automatico che inoltra proposte a caso?

Approccio sartoriale: ecco l’unico metodo che dovrebbe esistere. Sicuramente l’unico che io ammetta nella mia professione e nella mia vita. Il resto, “fuffa per furbi”.

Credo che il mercato debba evolvere, che alla fine resteremo in pochi. Il mio impegno, oggi, è di sviluppare un business che sia autentico, che faccia la differenza, che si basi su relazioni vere e su fondamenta di rispetto e competenza.

Perchè alla fine, quello che conta davvero sono le storie che riusciamo a scrivere con le persone, quelle che continueranno a parlare di noi, anche molto tempo dopo la firma del contratto o il pagamento della commissione.

AF

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